Presenze agli allenamenti: cosa si annota e a cosa serve
Un foglio presenze sembra burocrazia, fino al giorno in cui serve una risposta che nessuno ricorda.
Tre domande a cui il registro risponde
Tenere le presenze conviene solo se prima o poi qualcuno le legge. Ecco cosa ne esce davvero, e niente di tutto questo si ricostruisce a memoria.
Quanto si è allenato davvero questo giocatore
Chi ha saltato un terzo della preparazione non entra nella stagione come chi non ha saltato nulla, comunque appaia alla prima seduta. Quando a novembre spunta un infortunio, la prima domanda è quanto quel giocatore avesse davvero lavorato, non quanto sembri che avesse lavorato.
Cosa dire a un genitore
La conversazione su perché un ragazzo non gioca va in tutt’altro modo quando al posto di un’impressione c’è un numero. Non è un argomento contro nessuno: è una conversazione su un fatto invece che su una sensazione, e finisce prima.
Il problema è il giocatore o l’orario
Se metà squadra manca regolarmente il venerdì alle otto, non è disciplina: è l’orario. Senza registro ci si accorge quando qualcuno lascia la società.
La distinzione che cambia la decisione
«Non c’era» è una voce inutile. Tre motivi portano a tre reazioni diverse:
| Voce | Cosa significa | Cosa fai |
|---|---|---|
| Infortunato | Non deve allenarsi, e lo si sa prima | Programma adattato e rientro seguito |
| Malato | Interruzione breve, rientro sotto carico pieno | Ingresso graduale, senza recuperare il perso |
| Assente | Né l’una né l’altra | Una chiacchierata, prima della terza volta |
Se tutte e tre si annotano allo stesso modo, il registro conta persone e non dice nulla.
Quando si annota
Alla seduta, non la sera. Un foglio compilato a memoria due ore dopo si rivela sbagliato tre volte l’anno, e lì perde ogni valore che aveva: appena sbaglia una volta, nessuno gli crede più.
In pratica: da un elenco già pronto ci vuole meno di un minuto. Se va rifatto ogni volta, ce ne vogliono dieci. È tutta qui la differenza tra un registro che si tiene e uno abbandonato a ottobre.
A cosa serve a fine stagione
A fine stagione il registro dà una tabella: chi è stato a quante sedute. Quella tabella è metà della conversazione sulla stagione successiva, sulle scelte e su a chi si può dare di più. L’altra metà sono le misurazioni e le partite — ma senza le presenze nemmeno quelle si leggono bene: chi ha fatto metà del lavoro non deve per forza aver fatto gli stessi progressi.