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Piano di allenamento di pallanuoto: cosa entra nell’orario

In pallanuoto è la vasca a decidere la seduta prima dell’allenatore. Chi non lo mette in conto pianifica una seduta che non sta nell’orario.

L’orario è il primo vincolo

Una palestra si prenota; l’acqua si divide. La maggior parte delle società lavora in una vasca che nella stessa ora è anche di altri: nuotatori, una scuola nuoto, una categoria più giovane nelle corsie accanto. Questo cambia la pianificazione in un modo che un piano scritto per il campo non lascia mai vedere.

  • Il tempo in acqua non è la durata dell’orario. Tra l’inizio ufficiale e il momento in cui la squadra lavora davvero passano dieci minuti. Un piano da sessanta minuti in un orario da sessanta minuti non esiste.
  • Lo spazio è stretto e condiviso. Un esercizio che chiede tutto il campo non si infila quando capita l’occasione; si pianifica per un orario in cui il campo è davvero tuo.
  • Spiegare costa. Ogni fermata per spiegare raffredda la squadra e consuma l’orario. Per questo in pallanuoto gli esercizi si spiegano prima di entrare, non in acqua.

Quest’ultimo punto è il motivo per cui conviene avere gli esercizi disegnati e mostrati prima. Un minuto a bordo vasca vale cinque minuti in acqua.

Una seduta di novanta minuti, sviluppata

Questa è una seduta, non la seduta. Presuppone novanta minuti in acqua condivisa, in stagione, con una squadra che sa già giocare. Leggila come una forma con cui discutere: l’ordine è ciò che vale la pena tenere, i minuti sono ciò che vale la pena cambiare.

MinutiCosaPerché è lì
0–8, a bordo vasca La seduta alla lavagna, poi spalle e anche L’orologio dell’orario è già partito. Questa è la parte che non ha bisogno d’acqua, quindi è la parte che non deve spenderne.
8–20 Nuoto: 400 misti, poi 6 × 50 in progressione Per preparare la spalla a tirare, non per alzare le pulsazioni. Sono due riscaldamenti diversi e solo uno tiene il giocatore disponibile a marzo.
20–30 Gambe a rana alternata: tenute, spinte, un braccio, poi un braccio con palla Le gambe sono la piattaforma. Tutto ciò che sta sopra l’acqua vale quanto vale ciò che lo tiene lì.
30–42 Palla a coppie: presa, ricezione sotto pressione, passaggio in movimento Presto, finché la mano è fresca. La tecnica allenata da stanchi è tecnica stanca che si allena.
42–60 Il blocco principale: di cosa parla davvero questa settimana Ingresso sul centroboa, controfuga, pressing — uno dei tre, non tre. Sta qui perché è l’ultimo punto dell’orario in cui la squadra è insieme calda e senza fretta.
60–72 Superiorità e inferiorità, sei minuti ciascuna Brevi, definite con precisione e ripetute in ogni partita. E anche ciò che una squadra di pallanuoto crede più facilmente di saper fare.
72–85 Partita, con una regola che serve il blocco principale Il blocco deve sopravvivere al contatto con una partita vera, altrimenti si è allenata un’idea della partita.
85–90 Defaticamento e una frase sulla prossima seduta Quella frase è ciò che fa iniziare la seduta successiva dove questa si è fermata.

Il totale fa novanta minuti di orario e circa settanta di lavoro, che è il rapporto onesto e il motivo per cui un piano da sessanta minuti non entra mai in una prenotazione da sessanta minuti. La forma generale di cui questa è una versione sta nella pagina su cosa deve contenere il piano di una seduta.

Quando l’orario si accorcia, e si accorcerà, taglia la partita a otto minuti e lascia intero il blocco principale. Tagliare il blocco per salvare la partita è la scelta comune e quella sbagliata: la partita è dove la settimana si verifica, il blocco è dove si insegna. Il riscaldamento non è nemmeno in discussione — una spalla fredda che tira forte è il modo di perdere un giocatore per sei settimane per risparmiarne quattro minuti.

A secco e in acqua sono un piano solo, non due

Il lavoro a secco si tiene spesso a parte, come qualcosa che si fa «se avanza tempo». Così si perde l’unica parte dell’allenamento in cui si può lavorare su ciò per cui in acqua non ci sono le condizioni, e l’unica che non dipende dagli orari della piscina.

Tenuti in un piano solo, si vede il carico totale della settimana. Tenuti separati, la seduta a secco più dura cade regolarmente il giorno prima della seduta in acqua più dura, e questo nessuno lo pianifica apposta.

Le prime sedute, quando ancora nessuno sa giocare

Una seduta per principianti è un altro piano, e l’errore più comune è scriverla come una versione accorciata di quella sopra. Non è più corta; è un altro insieme di cose, in un ordine che non si riorganizza, perché ciascuna rende possibile la successiva.

  1. Stare a proprio agio in acqua alta. Non è un esercizio. Un bambino che sta pensando a come restare a galla non impara nient’altro in quella seduta, qualunque cosa dica il piano.
  2. Le gambe, molto prima che siano buone. L’unica abilità senza scorciatoie e l’unica che apre la porta a tutto il resto. Settimane, non sedute.
  3. Nuotare a testa alta. Un nuotatore arriva sapendo nuotare veloce con il viso in acqua, che in questo sport vuol dire nuotare senza vedere niente.
  4. La palla, una mano, in movimento. Raccoglierla, tenerla alta, passare teso. Il tiro viene dopo, e i principianti lo chiederanno per primo.
  5. Una partita con due regole. Due, non il regolamento: una mano sulla palla e niente trattenute. Il resto può aspettare che ci sia qualcosa da arbitrare.

Aspettati che per molto tempo una seduta per principianti sia soprattutto nuoto e gambe. Non è un piano che non riesce a essere interessante. È un piano onesto su ciò che deve esistere prima che la pallanuoto possa cominciare, e l’allenatore che lo salta passa le due stagioni successive ad allenare attorno a quel buco.

Una lavagna da pallanuoto non è una da pallamano

Il campo ha i suoi segni: le linee dei due e dei sei metri, il segno dei cinque metri, il centro. Un esercizio disegnato sul campo sbagliato si legge male, perché le distanze non sono le stesse e i ruoli non significano la stessa cosa.

Lo stesso vale per il modo di segnare i giocatori. In pallanuoto la cuffia numero uno è del portiere ed è rossa; una cuffia blu con un uno è il dettaglio che qualsiasi pallanuotista nota in un secondo, e che dice subito che il materiale non l’ha fatto qualcuno dello sport.

La superiorità e l’inferiorità numerica sono le situazioni che più conviene avere disegnate e animate. I movimenti sono brevi, definiti con precisione e si ripetono ogni partita — ed è esattamente lì la differenza tra «sanno tutti dove andare» e «credono tutti di saperlo».

Cosa si segue durante la stagione

Accanto alle presenze e alle misurazioni consuete, in pallanuoto conviene annotare anche quanto ciascuno è stato davvero in acqua, separatamente da quante volte è stato all’allenamento. Chi ha passato tre settimane solo a secco per una spalla era presente a ogni seduta, ma non ha fatto lo stesso lavoro — e se questo non è scritto da nessuna parte, a marzo sembra un calo di forma senza motivo.

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